Da cosa deriva l’osmosi inversa?

Il termine “osmosi” deriva dal greco “osmòs” che significa spinta. Si tratta di un fenomeno naturale che si attua nelle cellule del corpo umano. Infatti le membrane cellulari lasciano transitare i sali e certe molecole,  che disciolte, creano una semipermeabilità, che va a regolare lo scambio tra le cellule ed i liquidi intercellulari. Questo processo fu scoperto nel 1748 dallabate francese J. Nollet e ripreso e migliorato nel 1866 dall’olandese Jacobus Van T’Hoff.

I due studiosi scoprirono che l’osmosi era un processo naturale attraverso il quale due soluzioni con diversa concentrazione di sali minerali interagivano mediante una membrana permeabile. Infatti, la soluzione salina più concentrata veniva diluita da quella più acquosa. Lo  scambio che avveniva tra le cellule che dovevano essere ripulite e nutrite ed il sangue e la linfa, consentiva così il trasporto degli alimenti e degli scarti agli organi preposti all’assimilazione ed allo smaltimento.

Dall’osmosi,  si ottenne parecchi anni dopo, il processo opposto: l’osmosi inversa, oggi molto usata per la potabilizzazione dell’acqua.

Il processo contrario all’osmosi: l’osmosi inversa.

Con l’aggravarsi dello stato di approvvigionamento di acqua potabile e con il graduale esaurirsi di sorgenti profonde si ricorre sempre di più a quelle superficiali di laghi naturali e artificiali, di fiumi e all’acqua del mare.

Ma come potabilizzare queste fonti e rimuovere dall’acqua grezza le sostanze contaminanti per ottenere dell’acqua pura, sia per il consumo domestico che per quello industriale? Con l’osmosi inversa! Ma cos’è e come si attua? L’osmosi inversa si ottiene applicando un’adeguata pressione ad una soluzione con elevata concentrazione salina, costringendola ad attraversare una speciale membrana porosa.

Attraverso questa azione si può ottenere da un lato dell’acqua pura e dall’altro un liquido altamente carico e concentrato di impurità. Grazie alle proprietà ed alla struttura della membrana, verranno trattenuti elementi come metalli pesanti, sali disciolti, arsenico, inquinanti, fluoruri, batteri, cloro, nitrati e molto altro.

Poiché le fonti di approvvigionamento sono sempre  più inquinate a causa di un indiscriminato utilizzo, la soluzione migliore per rendere l’acqua potabile e pura è fornita dalla purificazione dell’acqua attraverso dei depuratori d’acqua domestici a osmosi inversa.

Gli impianti di potabilizzazione vengono realizzati sempre a monte delle condotte idriche ed i passaggi di purificazione prevedono un trattamento di rimozione di sostanze di origine antropica e naturale.

L’osmosi inversa: un modo semplice, salubre e privo di controindicazioni per purificare la vostra acqua.

Attraverso un procedimento di iperfiltrazione si induce il passaggio delle molecole di un liquido con soluzione più concentrata a quella meno concentrata. I filtri  o le membrane utilizzate sono prevalentemente in poliammide permeabile all’acqua e soprattutto impermeabile alle sostanze impure disciolte.

Attraverso l’osmosi inversa si riescono a trattenere le impurità del soluto evitando che transitino da una parte all’altra della membrana.  Questo metodo consente di agire sull’acqua da filtrare come  se fossimo dotati di un setaccio ad alta tecnologia, ottenendo un liquido estremamente puro.

Grazie all’osmosi inversa,saremo in grado di trasformare un liquido contaminato ed imbevibile in acqua potabile, leggera e gradevole, mantenendo al tempo stesso, i preziosi sali minerali.

Dai un’occhiata qui ai modelli di depuratori d’acqua domestici a osmosi inversa che abbiamo in magazzino!