Cos’è l’arsenico?

L’arsenico è un composto di origine naturale, essendo concentrato nella litosfera e dunque nel suolo, nelle rocce e  nelle acque.

La sua presenza sotterranea ne giustifica la maggiore concentrazione nelle acque sotterranee che ne sono più ricche.

Anche la naturale attività geotermica può comportare rilascio di arsenico nelle falde freatiche.

Tuttavia la presenza di arsenico nelle acque è legata non solo alla cessione degli elementi da parte dei minerali, ma anche al rilascio in falda di composti come  l’arsenopirite (FeAsS), proveniente dall’industria estrattiva, alcuni solfuri (As2S3, orpimento o solfuro giallo, e AsS, realgar o solfuro rosso) e ossidi (As2O3, arsenolite o arsenico bianco).

Le fonti antropiche di arsenico più importanti sono dunque le emissioni industriali, soprattutto le industrie minerarie per la produzione di energia fossile.

Fonti di contaminazione da arsenico dell’acqua sono anche erbicidi, insetticidi e anche alcuni composti usati in campo medico.

Quali sono i rischi e i pericoli per l’assunzione di arsenico?

L’arsenico presente nelle acque potabili ha effetti molto tossici. L’arsenico è stato classificato dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) come agente cancerogeno per l’uomo.

Soprattutto i tumori che più frequentemente possono insorgere sono i tumori del polmone, della cute e della vescica.

E non solo. Sembra infatti che l’arsenico abbia ulteriori effetti nocivi sugli organi riproduttivi e sia responsabile di malattie neurologiche, cardiovascolari, respiratorie, diabete e tumori.

Arsenico: limiti consentiti per legge

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),  ha stabilito delle linee guida sui parametri di qualità poi recepite dall’Unione Europea.

In Italia la legislazione di riferimento è il Decreto Legislativo  2 febbraio 2001, n. 31 che espressamente stabilisce che il limite di concentrazione consentito dalla legge per la presenza dell’arsenico in acqua potabile è di 10 microgrammi per litro.

In molti comuni italiani è stata concessa una deroga a tale valore, valida fino al 31/12/2012,  che consente di considerare ammissibile un valore limite di concentrazione di 20 µg/L.

Purtroppo le acque potabili italiane non sono sicure.

Negli acquedotti c’è una concentrazione elevata di arsenico, talvolta con valori massimi di 50 microgrammi per litro mentre la legge, come già detto,  ne consente al massimo 10. Diverse sono le regioni italiane con questo problema dei quantitativi fuori norma.

Dai nostri rubinetti, dunque, non sgorgano acque propriamente salubri e pensare che la usiamo per cucinare, lavarci i denti, fare la doccia e anche per bere ci fa pensare che non stiamo proprio facendo un piacere al nostro organismo.

L’esposizione cronica interessa un numero di persone significativo. Non c’è giorno che non si apprenda dalla stampa che vengono stabiliti divieti di consumo.

Ad esempio, il 21 giugno 2014 un’ordinanza di divieto  per l’acqua all’arsenico ha interessato Roma.

Elenco di alcuni comuni interessati all’arsenico nell’acqua

Quali sono i comuni interessati? Nel 2015 uno stop è arrivato per l’Italia proprio da Bruxelles.Oltre 100 comuni italiani non hanno potuto bere o usare l’acqua per cucinare.

Se per la Lombardia il divieto ha interessato 8 comuni, in Lazio i comuni interessati sono stati ben 91 tra cui la città di Viterbo, Tarquinia, Civitavecchia.

Anche il Trentino non è da meno con 10 comuni coinvolti e oltre 27mila cittadini della provincia di Trento.ù

Ecco qui l’elenco completo dei comuni con il problema arsenico

Come proteggersi dall’arsenico?

Esistono dei rimedi casalinghi per rendere più sicure le nostre acque? Bollire l’acqua è utile per eliminare l’arsenico?

Sembra proprio di no perchè evaporando l’acqua si concentra il sale del metalloide tossico.

Nonostante questo, possiamo ancora risolvere il problema a casa, dotandoci, con una minima spesa, di un depuratore  a osmosi inversa.

L’osmosi inversa: un metodo di filtrazione contro l’arsenico

L’osmosi inversa è un processo in grado di trattenere e ridurre il contenuto di arsenico al di sotto dei 10 microgrammi per litro richiesti dalla legge.

La tecnologia dell’osmosi inversa è separativa: una membrana osmotica semipermeabile per trasformarla in acqua pura.

In questo modo è possibile eliminare quasi al 100% le sostanze inorganiche e oltre a 80% di quelle organiche, lasciando la quantità ottimale, per la nostra salute, di sali minerali, a dispetto di alcuni pregiudizi secondo i quali l’osmosi demineralizza l’acqua.

Acqua pura e pulita non significa, per fortuna, povera di sali minerali!

L’acqua trattata con osmosi inversa è sana, purificata e sicura anche dal punto di vista batteriologico in quanto la  membrana osmotica riesce a trattenere le particelle con dimensioni superiori a 0,005 micron.

I costi contenuti e la semplicità di questa tecnica, la rendono estremamente facile per l’utilizzo domestico anche per la sua capacità di eliminare anche le sostanze organiche.

Un filtraggio sicuro, quindi, che si basa sulla differenza di pressione tra l’interno e l’esterno che spinge l’acqua attraverso la membrana osmotica, impedendo alle impurità di passare e lasciando solo acqua pura.

La membrana osmotica funge da barriera fisica, ma anche chimica, rispetto ai contaminanti.

Dotarsi di un depuratore d’acqua domestico a osmosi inversa è una scelta sostenibile.

In tal modo possiamo essere sicuri di bere un’acqua non contaminata.

Allo stesso tempo è una scelta ambientalmente intelligente perchè eviteremo di comprare acqua in bottiglia con conseguente spreco di plastica.

Inoltre il rendimento dei depuratori è massimo e il costo d’esercizio è veramente contenuto.

 

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