Il fluoro è un elemento chimico molto diffuso in natura: lo possiamo ritrovare negli alimenti come il pesce, il thè, le uova e nell’acqua potabile delle rete idriche cittadine.

Il fluoro, nel nostro organismo svolge funzioni biologiche fondamentali ma se assunto in dose eccessive puó avere effetti negativi sulla salute. Alcuni recenti studi hanno mostrato che il fluoro ha effetti benefici solo se applicato localmente e non quando viene assunto internamente per via orale.

L’eccessiva assunzione di Fluoro per periodi lunghi può causare danni significativi alla salute e in particolare al sistema nervoso determinando alterazioni comportamentali e deficit cognitivi. Ricerche scientifiche hanno dimostrato che il fluoro può essere neurotossico anche per il feto e che dopo la nascita, il bambino può evidenziare un ridotto QI (quoziente intellettivo) e alterazioni comportamentali.

Un recente sondaggio effettuato dal Department of Health and Human Services degli Stati Uniti ha accertato che tra gli adolescenti americani (età compresa fra i 12 e i 15 anni) circa il 41% presenta la fluorosi dentale che comporta denti screziati, macchiati, e a volte anche bucherellati in quanto il fluoro eccessivo rende più vulnerabile lo smalto all’attrito e all’erosione.

I dati di questi studi sono in aumento soprattutto per paesi come il Nord America e l’Australia in cui è attiva la fluorizzazione dell’acqua ovvero l’aggiunta di composti del fluoro con l’obiettivo di diminuire l’incidenza della carie  tra la popolazione.

Questa pratica, tuttavia, non sembra dare esiti positivi anzi è stato dimostrato che gli abitanti di alcune cittadine hanno avuto un calo di carie dopo che i diversi comuni hanno smesso di attuare la pratica dell’aggiunta del fluoro alle acque potabili.

Il riforimento idrico europeo non è soggetto alla fluorizzazione ma esistono zone particolarmente ricche di Fluoro che portano ad  un elevato contenuto del minerale nell’acqua potabile domestica. Alcune di queste zone sono in Italia come ad esempio nella provincia di Viterbo e Roma.

Il nostro territorio ha una natura prevalentemente vulcanica e la sua composizione è ricca di molti elementi, tra cui il Fluoro, che vanno a depositarsi nelle falde acquifere. La  Direttiva del 2003, la 2003/40/CE impone a livello nazionale che le acque destinate al consumo umano non superino la soglia del parametro “Fluoruro” prevista entro il limite di 1,5 mg/l.

Le nostre acque potabili, per la loro composizione naturale, oltre che per l’inquinamento,  possono superare, in qualche caso, tale valore limite portando così la popolazione a bere acqua particolarmente ricca di Fluoro.

Ma è possibile eliminare il fluoro contenuto nell’acqua del rubinetto?

La risposta è sì. Esistono in commercio diversi depuratori d’acqua che applicando dei filtri (ad osmosi inversa o con materiale filtrante assorbente) consentono di abbattere il fluoro fino al 90% del contenuto originale.

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